Convocazione dell’Assemblea nazionale dei Comitati Dossetti a Bologna per venerdì 4 giugno 2010

Comitati Dossetti per la Costituzione

 Oggetto: convocazione dell’Assemblea nazionale dei Comitati Dossetti a Bologna per venerdì 4 giugno 2010

 Per l’immediato e per i tre anni prossimi venturi

 I Comitati Dossetti per la Costituzione, dinnanzi alla rottura prodottasi nella maggioranza e alla caduta di consensi, elettorali e politici, che ha investito personalmente il presidente del Consiglio, esprimono la preoccupazione che in tale situazione di incertezza sul futuro si apra un convulso ciclo di riforme costituzionali sotto la spinta di un esecutivo interessato comunque ad ottenere per sé i più immediati risultati; le notizie su progettate riforme che giungerebbero fino a travolgere la Corte Costituzionale rendendo di fatto impossibile il controllo di costituzionalità delle leggi, danno la misura di questo pericolo.
I Comitati Dossetti pongono pertanto a tutte le forze politiche la questione della convenienza di dar mano a riforme costituzionali nel clima di lotta ad oltranza tra le parti che da tempo è stato introdotto in Italia e si è ora aggravato in una legislatura che è stata scossa da tempeste istituzionali e perturbata da un sempre reiterato conflitto tra i poteri dello Stato e da ultimo tra presidente del Consiglio e presidente della Camera. La serenità sufficiente per l’impegno riformatore potrebbe essere raggiunta invece nella prossima legislatura, grazie a una previa riforma condivisa della attuale legge elettorale. Essa è strettamente necessaria per restituire rappresentatività all’istituzione parlamentare. Nella situazione di emergenza democratica in cui siamo, la questione della rappresentatività precede e prevale su ogni altra questione, ivi compresa quella della riduzione del numero dei parlamentari.

I Comitati Dossetti per la Costituzione fanno appello pertanto a giuristi, rappresentanze politiche e popolo perché sia attivata una strategia politica che permetta di superare i tre prossimi durissimi anni senza danni irreparabili alla democrazia e nel rilancio invece degli ideali e degli interessi della Repubblica.

In ciò che resta della legislatura, mentre si aggraverà la crisi economica e occupazionale, crescerà, come è stato annunziato, la pressione per il definitivo sovvertimento della democrazia parlamentare e l’instaurazione d’una cosiddetta “Terza Repubblica”, modellata sulle visioni e sui bisogni esclusivi della persona che oggi la promuove e che si candida a dominarla e a presiederla.

Il cosiddetto “giuramento” che il presidente del Consiglio Berlusconi in dialogo con la piazza ha ottenuto nel comizio conclusivo della recente campagna elettorale, è il preannuncio di quella che sarebbe la natura di tale regime, fondato sul rapporto organico tra il popolo inteso come un solo corpo, al di là di ogni differenziazione, e la persona inviolabile e insindacabile del suo capo, nell’ormai realizzato passaggio, già denunciato da Dossetti, dal “popolo sovrano” al “sovrano del popolo”.

Questo pericolo è diventato più incombente, a causa dei risultati delle recenti elezioni regionali, dove nonostante l’emorragia dei consensi per il Premier e per i partiti di governo, hanno finito per prevalere, mediante “sorpassi in discesa”, le forze della destra antagonista all’attuale forma di Stato. La liquidità del sistema elettorale bipolare che con piccoli spostamenti di equilibrio può produrre vere e proprie alternative di sistema, ha favorito questo esito. I Comitati Dossetti esprimono il rammarico che a ciò abbia concorso il segnale proveniente dall’interno di una ristretta adunanza di vescovi tenutasi nell’immediata vigilia elettorale che, prontamente utilizzato da chi ne aveva interesse, ha determinato il risultato finale in almeno due regioni, e chiedono che sia evitata in futuro una così grave alterazione dall’esterno delle già delicate dinamiche proprie dell’attuale sistema elettorale e politico.

Di fronte poi all’ ipotesi di una revisione globale della vigente forma di Stato da attuarsi mediante una sola legge di riforma, allo scopo dichiarato di neutralizzare le contrastanti opposizioni al federalismo e al presidenzialismo, compensando gli interessi particolari degli uni con gli interessi particolari degli altri, i Comitati Dossetti chiedono che sia fissato come linea inderogabile che riforme costituzionali sono possibili a norma dell’art. 138 della Costituzione solo per singole fattispecie e singoli istituti, sui quali sia possibile disgiuntamente un giudizio chiaro ed informato di consenso o di rifiuto da parte del popolo sovrano mediante lo strumento del referendum. La ragione di tale condizione tassativa posta dall’art. 138 è che la Costituzione non considera la Repubblica materia disponibile ad ogni manipolazione al variare dei tempi e delle maggioranze, ma la considera come bene indisponibile, suscettibile di emendamenti e miglioramenti puntuali, e ha inteso chiudere la fase costituente con le disposizioni transitorie e finali della Carta del 48.

Né d’altra parte sarebbe possibile procedere per stralci, che nell’anticipare il cambiamento di componenti fondamentali del sistema come il bicameralismo e l’eguaglianza fiscale, di fatto realizzino il cambiamento surrettizio dell’intero sistema.

Per avviare il processo di riforma i Comitati Dossetti ritengono che previamente ad ogni modifica costituzionale vada riaffermata la forma della democrazia italiana come Repubblica democratica parlamentare, a cui sono storicamente e irrevocabilmente legate le nostre libertà; e che vada ribadito il principio, implicito nella stessa Costituzione, di una corrispondenza proporzionale tra la rappresentanza e il pluralismo del corpo elettorale.

Dovranno anche essere avanzate proposte volte ad istituire una più penetrante tutela costituzionale alla libertà, alla indipendenza e pluralità dell’informazione, alla prevenzione di situazioni monopolistiche e conflitti di interesse, al mantenimento del controllo e della responsabilità pubblica su vitali funzioni dello Stato, quali la Difesa, la Protezione civile, la Giustizia, e dovranno rafforzarsi vincoli e garanzie per l’attuazione dei diritti sociali, economici e politici già sanciti e di quelli che occorre ulteriormente prevedere, estendere e sancire, come già avviene in altri contesti costituzionali democratici.

I Comitati Dossetti ritengono peraltro che il soggetto politico ormai direttamente investito della riforma e della difesa della Costituzione debba essere l’intero popolo italiano, già subito, ben prima delle future pronunzie referendarie.

Per questi motivi, per discutere, sulla base di queste premesse, un programma d’azione, per ascoltare le proposte dei giuristi e conoscere le posizioni dei partiti, è convocata a Bologna un’Assemblea dei Comitati e dei Cittadini a ciò interessati, da tenersi 

 venerdì 4 giugno 2010, alle ore 16,00

nella Sala della Traslazione del Convento di San Domenico

in Piazza San Domenico n. 13

 

 11 maggio 2010

 Roma: c/o CRS Via Palermo 12, 00184, Roma

Tel  3921752202

 Bologna: c/o Studio Di Matteo, Via Garibaldi, 1, 40124, Bologna

 Sito: www.comitatidossetti.wordpress.com

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