Dalla compravendita dei senatori alla compravendita della Costituzione

di Domenico Gallo

Nella giornata del 23 ottobre si sono verificati due eventi politici di rilievo, assolutamente non assimilabili fra di loro in quanto si sviluppano su piani separati, ma collegati da un filo comune. Intendo riferirmi al fatto che il Senato ha approvato, con la maggioranza dei due terzi dei voti la riforma costituzionale dell’art. 138 avente ad oggetto l’istituzione del Comitato parlamentare per le riforme costituzionali. In questo modo è stata esclusa la possibilità del ricorso al referendum e la riforma dei meccanismi di revisione della Costituzione è arrivata in dirittura d’arrivo, in previsione dell’ultimo scontato passaggio alla Camera dei Deputati che avverrà ai primi di dicembre.

Il secondo evento è il rinvio a giudizio di Berlusconi per la compravendita del Senatore De Gregorio.
Anche questa volta, come per le innumerevoli altre volta in cui il Cavaliere ha dovuto fare i conti con la giustizia, si sono scatenate le giaculatorie dei pretoriani del Capo che hanno inveito contro la magistratura accusata di lesa maestà. E’ noto infatti che nella Costituzione di Arcore è ancora vigente l’art. 4 dello Statuto Albertino che statuisce che “la persona del Re è sacra ed inviolabile”. Per questo Mara Carfagna ha concluso lapidaria: “la riforma della giustizia è ineludibile” e la sua collega Renata Polverini ha rincarato la dose, osservando: “gli italiani ormai sono consapevoli di quanto sia inaccettabile questo costante attacco all’indipendenza della politica e a un esponente politico che rappresenta dieci milioni di italiani. Anche per questo, è sempre più evidente come la riforma della giustizia non possa essere ulteriormente rimandata”.
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MILANO E LE CITTA’ EUROPEE ACCOLGANO I PROFUGHI DAL SUD

UN APPELLO DI BRUNO SEGRE AL SINDACO DI MILANO

BRUNO SEGRE: UNA PROPOSTA AL SINDACO DI MILANO

Bruno Segre, storico e saggista, e’ nato a Lucerna nel 1930, ha studiato filosofia alla scuola di Antonio Banfi; si e’ occupato di sociologia della cooperazione e di educazione degli adulti nell’ambito del movimento Comunita’ fondato da Adriano Olivetti; ha insegnato in Svizzera dal 1964 al 1969; per oltre dieci anni ha fatto parte del Consiglio del “Centro di documentazione ebraica contemporanea” di Milano; per molti anni ha presieduto l’associazione italiana “Amici di Neve Shalom Wahat as-Salam”; nel quadro di un’intensa attivita’ pubblicistica, ha dedicato contributi a vari aspetti e momenti della cultura e della storia degli ebrei; per anni ha diretto la prestigiosa rivista di vita e cultura ebraica “Keshet” (sito: www.keshet.it). Tra le opere di Bruno Segre: Gli ebrei in Italia, Giuntina, Firenze 2001; Shoah, Il Saggiatore, Milano 1998, 2003 (per contatti:bsegre@yahoo.it).

Mi riallaccio all’intervento del 17 ottobre, con il quale propongo di sollecitare Giuliano Pisapia a farsi promotore di un’iniziativa capace di favorire, in termini di umana civilta’, un ordinato trasferimento in Europa di cittadini del Sud del mondo in fuga dalla guerra e da atroci dittature.

I milanesi della mia generazione ricordano che Milano ha istituito, nel corso degli ultimi decenni, rapporti di gemellaggio con numerose citta’, grandi e meno grandi, in tutto il mondo. Continua a leggere

Pubblichiamo il video dell’intervento di Maurizio Landini alla manifestazione del 12 ottobre in difesa della Costituzione

“Maurizio Landini a “Costituzione la via maestra” 12 ottobre 2013”

APPELLO DEI COMITATI DOSSETTI PER LA COSTITUZIONE

Nonostante la grande manifestazione popolare del 12 ottobre a Roma nella quale nulla di più eversivo è stato chiesto da giovani, anziani, giuristi, operai, partigiani e cittadini di ogni condizione e visione ideale che l’osservanza della Costituzione e il rientro nella legalità di ogni suo tentativo di riforma, il Senato ha precipitosamente messo all’ordine del giorno l’approvazione in seconda lettura del disegno di legge di deroga alla procedura di revisione costituzionale dell’art. 138. Si tratta di una decisione politica che nella stessa scelta dei tempi indica la volontà di forzare la mano del cambiamento istituzionale ignorando le riserve dei critici e le inquietudini dei cittadini. Il voto è previsto nelle prossime ore e comunque a brevissimo termine, e se dovesse superare la soglia dei due terzi dei voti, rivelando la vera finalità delle “larghe intese”, renderebbe impossibile il ricorso al referendum popolare di conferma e renderebbe sempre più concitati e rapidi i tempi della riforma.

Resta pertanto l’invito che i promotori e i protagonisti della manifestazione del 12 ottobre hanno rivolto al Presidente del Senato, ai Capigruppo del Senato e ai Senatori tutti perché “con un comportamento democratico, responsabile e trasparente evitino che la legge costituzionale 813-B (che consente la deroga all’articolo 138 della Costituzione), venga approvata con la maggioranza dei due terzi, consentendo così a tutti i cittadini di esprimersi con un referendum su un provvedimento che incide profondamente sul sistema delle garanzie costituzionali e crea un pericoloso precedente per il nostro Paese, allontanando ancora di più la classe politica dai sentimenti di molta parte degli italiani”.

I Comitati Dossetti per la Costituzione condividono con Lorenza Carlassare, Don Luigi Ciotti, Maurizio Landini, Stefano Rodotà, Gustavo Zagrebelsk e le migliaia di partecipanti alla manifestazione di Roma questo appello, ricordando che nel primato della Costituzione sono in gioco gli interessi e la vera pace del Paese.