Solidarietà alla Grecia dei Comitati Dossetti per la Costituzione

I Comitati Dossetti per la Costituzione hanno diffuso la seguente dichiarazione del loro Presidente Raniero La Valle:

 Come presidente dei Comitati Dossetti per la Costituzione penso di interpretare in queste ore il sentimento di una gran numero di cittadini non disposti a barattare la democrazia col governo irresponsabile del denaro, per indirizzare ai Greci un messaggio di ammirazione e di incoraggiamento per la loro scelta di affidare la decisione del loro futuro non a despoti e funzionari ma a una limpida espressione della volontà popolare; per ringraziare la Grecia dell’antico dono della democrazia, giustamente da lei rivendicata oggi come il vero valore irreversibile dell’Europa e dei popoli europei; e per esprimere il più vivo rammarico per la posizione assunta dall’Italia che senza il controllo di alcun dibattito parlamentare e pubblico ha fatto propria la decisione assunta a Berlino Francoforte e Bruxelles di condannare la Grecia, senza capire ciò facendo, di condannare anche se stessa.

A TUTTI

di Raniero La Valle – Il manifesto, 19 giugno 2015

C’è un debito estero dei Paesi poveri che non viene con­do­nato, e anzi si è tra­sfor­mato in uno stru­mento di con­trollo mediante cui i Paesi ric­chi con­ti­nuano a depre­dare e a tenere sotto scacco i Paesi impo­ve­riti, dice il papa (e la Gre­cia è lì a testi­mo­niare per lui). Ma il “debito eco­lo­gico” che il Nord ricco e dis­si­pa­tore ha con­tratto nel tempo e soprat­tutto negli ultimi due secoli nei con­fronti del Sud che è stato spo­gliato, nei con­fronti dei poveri cui è negata per­fino l’acqua per bere e nei con­fronti dell’intero pia­neta avviato sem­pre più rapi­da­mente al disa­stro eco­lo­gico, all’inabissamento delle città costiere, alla deva­sta­zione delle bio­di­ver­sità, non viene pagato, dice il papa (e non c’è Troika o Euro­zona o Banca Mon­diale che muova un dito per esigerlo).

La denun­cia del papa («il mio appello», dice Fran­ce­sco) non è gene­rica e rituale, come quella di una certa eco­lo­gia “super­fi­ciale ed appa­rente” che si limita a dram­ma­tiz­zare alcuni segni visi­bili di inqui­na­mento e di degrado e magari si lan­cia nei nuovi affari dell’economia “verde”, ma è estre­ma­mente cir­co­stan­ziata e pre­cisa: essa arriva a lamen­tare che la deser­ti­fi­ca­zione delle terre del Sud cau­sata dal vec­chio colo­nia­li­smo e dalle nuove mul­ti­na­zio­nali, pro­vo­cando migra­zioni di ani­mali e vege­tali neces­sari al nutri­mento, costringe all’esodo anche le popo­la­zioni ivi resi­denti; e que­sti migranti, in quanto vit­time non di per­se­cu­zioni e guerre ma di una mise­ria aggra­vata dal degrado ambien­tale, non sono rico­no­sciuti e accolti come rifu­giati, ma sbat­tuti sugli sco­gli di Ven­ti­mi­glia o al di là di muri che il mondo anche da poco appro­dato al pri­vi­le­gio si affretta ad alzare, come sta facendo l’Ungheria. L’«appello» del papa giunge poi fino ad accu­sare che lo sfrut­ta­mento delle risorse dei Paesi colo­niz­zati o abu­sati è stato tale che dalle loro miniere d’oro e di rame sono state pre­le­vate le ric­chezze e in cam­bio si è lasciato loro l’inquinamento da mer­cu­rio e da dios­sido di zolfo ser­viti per l’estrazione. Continua a leggere

LA CAVALCATA È FINITA

Dalla sconfitta di Renzi un monito per la democrazia di Raniero La Valle 
pubblicato sul n° 13 del 1 luglio 2015 di Rocca, Rivista della Pro Civitate Christiana di Assisi

Con le elezioni del 31 maggio è finita la cavalcata di Matteo Renzi. Non si sa quando scenderà da cavallo, ma la cavalcata è finita perché le elezioni regionali (che sono più che mai politiche) hanno mostrato che la prateria non c’è.

La prateria sarebbe lo spazio sconfinato, vuoto della destra, che è comparso nelle visioni dei leaders della ex-sinistra dopo la soppressione del PCI. Irrompere su quella prateria avrebbe dovuto permettere loro di ereditare stabilmente il potere della Repubblica, prima con la “gioiosa macchina di guerra” di Occhetto, poi con il partito “a vocazione maggioritaria” di Veltroni, infine con il “partito della Nazione” di Renzi. Le legge elettorali via via architettate come le più idonee a rendere inoppugnabile il potere, erano concepite o fatte proprie a tale scopo.

Questo vecchio progetto è stato ancora una volta sconfitto.

L’ideologia visionaria di un partito “progressista” o “di sinistra moderata” o “democratico”che si insediasse pressoché solo al potere e potesse elettoralmente dilagare in uno spazio politico sostanzialmente privo di oppositori credibili o comunque vincenti, era basata su un errore teorico e su un principio di irrealtà.

L’errore teorico era che una parte che si immagina come tutto o pretende di farsi tutto, non è più democrazia. Il principio di irrealtà consisteva nel non vedere che in Italia la destra è un fenomeno strutturale e, almeno da Facta in poi, maggioritaria, e per la sua potenza capace di imporre al Paese le scelte più nefaste, dalle leggi razziali alla guerra, dal piano di rinascita malriuscito della P2 al Jobs Act, dall’idea di bombardare i barconi agognati dai profughi alla chiusura delle frontiere regionali annunciata dai vecchi e nuovi “governatori” del Nord. Continua a leggere

Quale risposta alla tragedia dei migranti e dei profughi. Per un’umanità indivisa

Articolo di Raniero La Valle pubblicato sulla rivista “Presbyteri” del maggio 2015.

Se prendessimo sul serio i principi suggeriti da papa Francesco nella “Evangelii Gaudium” per costruire una vera comunità umana – il tempo è superiore allo spazio, l’unità prevale sul conflitto, la realtà è più importante dell’idea, il tutto è superiore alla parte – avremmo i criteri supremi per trovare soluzione ai problemi più angosciosi dell’attuale momento storico. Qui affronteremo un solo problema: un problema però nel quale vengono a scadenza tutte le contraddizioni che non abbiamo risolto e vengono in gioco tutte le nostre convinzioni e la nostra fede. È  il problema delle grandi migrazioni in corso nel mondo, cioè del passaggio da un’umanità dai mille destini contrapposti a un umanità con un destino comune; e naturalmente dovremo vedere come questo problema così universale, si concretizza e drammatizza in Italia e in Europa.

Le dimensioni del problema 

Intanto bisogna rendersi conto di quale sia la sua portata in termini di numeri: i numeri delle grandi migrazioni, che dall’Africa riempiono il Mediterraneo di naufraghi ed annegati, (ormai a 900, 1000 alla volta per ogni barcone affondato),  i numeri dei grandi esodi che attraverso la Turchia, i Balcani, le enclaves spagnole in Marocco e di qui in Spagna, passano per vie di terra nei Paesi europei del Nord, i numeri delle grandi trasmigrazioni dal Messico verso gli Stati Uniti o da una parte all’altra dell’Asia: erranti tutti sospinti da guerre, violenze religiose, economiche politiche, fame, miseria e oppressione. E sono tutti numeri di genocidi ormai diffusi (interi nuclei familiari distrutti, etnie, popoli, comunità perseguitate per cause religiose, vittime di pulizie etniche, reduci da malversazioni, abusi sessuali o torture). Continua a leggere