Chiese vuote e cieli pieni

di Raniero La Valle

Da poco più di un mese è cominciato l’anno dedicato alla memoria del Vaticano II. Dopo cinquant’anni di una ricezione non certo impetuosa il Concilio è stato risvegliato come evento decisivo per la fede ed è oggetto di un gran numero di celebrazioni e rivisitazioni. Ma non ci sono solo gli osanna, ci sono anche le contestazioni al Concilio, aperte e sotterranee, e ci sono i disagi, le reticenze e le riserve.
L’istituzione fondata dal vescovo Lefebvre odia il Concilio ma non ha ancora del tutto rotto con Roma perché non vuole essere una piccola Chiesa, ma vorrebbe che tutta la grande Chiesa tornasse a essere come era prima, cioè come la setta lefebvriana continua ad essere tuttora. E neanche a Roma mancano sotterranee nostalgie in questo senso.
Altre riserve nei confronti del Concilio sono espresse in modo più sfumato e sono piuttosto sintomo di un disagio per una svolta che per quanto positiva non andrebbe riproposta senza le opportune cautele e le correzioni del caso. Così ad esempio Benedetto XVI, in un articolo pubblicato sull’Osservatore Romano nel giorno del cinquantesimo anniversario, ha trovato che il Concilio non sarebbe riuscito a cogliere davvero ciò che è “essenziale e Continua a leggere

La Chiesa inerte

di Raniero La Valle

È questo il primo articolo che scrivo quest’anno e mi pare di non poter cominciare il 2012 senza un grido d’allarme sullo stato della fede e della Chiesa.
Quest’anno, l’11 ottobre, cade il cinquantesimo anniversario dell’inizio del Concilio e del discorso inaugurale di Giovanni XXIII che annunciava gioia alla Chiesa (“Gaudet mater Ecclesia”) e un “balzo innanzi” nella fede, contro i malauguri dei profeti di sventura; a partire da questo anniversario, comincerà poi, indetto da Benedetto XVI, l’ “anno della fede”.
Tuttavia né la Chiesa cattolica appare in buona salute, né la fede appare rigogliosa. La Chiesa in Italia, liberata dal discredito che le veniva dalla contiguità con Berlusconi, non ha avuto un guizzo di vitalità, e giace inerte dinnanzi alla crisi tremenda che attraversa il Paese e scuote l’Occidente: né sa interpretarla, né sa dire parole di rinascita e di guida; l’unica cosa che si vede è una certa agitazione intorno a improbabili ritorni al potere di qualche élite cattolica obbediente. Continua a leggere