La gestione dell’acqua: un’opportunità? una sfida? o, per caso, un furto?

Roma, 9 luglio 2013

Sulla questione dell’acqua a Gaza e in Palestina riceviamo questa lettera di Patrizia Cecconi presidente dell’associazione Amici della Mezzaluna Rossa palestinse

Mentre in Italia la società civile si batte per far rispettare in forma e sostanza i risultati referendari relativi alla gestione dell’acqua pubblica, scopriamo che ACEA, FederUtility, NCTM, in bell’accordo con Ambasciata israeliana e WATEC (l’ente israeliano che ha l’obiettivo di sviluppare investimenti e commercio tra USA e Israele) organizzano a Roma, il prossimo 16 luglio, una passerella a supporto del progetto di sfruttamento dell’acqua in una logica di puro profitto e, nel caso israeliano, a servizio di una più profittevole e razionale utilizzazione dell’acqua sottratta ai palestinesi. In Cisgiordania, ovvero in una parte di quello che andrebbe definito Stato di Palestina – come riconosciuto dall’Onu del novembre 2012 – Israele controlla la totalità delle acque dolci e circa il 90% delle falde acquifere montane. Tutte appartenenti allo Stato di Palestina, tutte sfruttate dallo Stato di Israele. Dalla società civile palestinese arriva anche quest’anno la richiesta ai movimenti europei di mobilitarsi e far pressione sui propri governi affinché non sostengano Israele nelle sue continue violazioni, compresa quella di privare il popolo palestinese, tanto a Gaza che in Cisgiordania, della giusta fruizione dell’acqua potabile. Nel 2011 la campagna “SETE DI GIUSTIZIA” aveva l’obiettivo di mobilitare le persone di coscienza perché chiedessero ai loro governi di far pressione su Israele.

Continua a leggere

Annunci