LA LIBERAZIONE È VICINA

di Raniero La Valle

“Alzatevi e levate il capo, perché la vostra liberazione è vicina”. L’antica parola profetica è quella che meglio esprime il senso di ciò che è avvenuto il 30 maggio, con i risultati della consultazione elettorale da Milano a Napoli, da Trieste a Cagliari, da Mantova ad Arcore. Si tratta forse di una parola sproporzionata rispetto a un evento politico, di per sé normale in una democrazia, nel quale non era in gioco il futuro del mondo, ma semplicemente la scelta di amministratori pro tempore di città e province?
No, non è sproporzionata  se proprio in questi termini sia Pisapia che De Magistris hanno definito il significato della loro vittoria: “Abbiamo liberato Milano”, “Napoli si è liberata, trasformando la sua indignazione in liberazione”; e non è inappropriata questa parola se Continua a leggere

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Appello per il Referendum per il nucleare

Comunicato Stampa dai Comitati Dossetti per la Costituzione

L’emendamento governativo all’art.5 della legge di conversione del decreto-legge n.34 del 2011, approvato col voto di fiducia della Camera del 24 maggio, rivela in maniera palese l’intento del legislatore, del resto apertamente dichiarato dal Presidente del Consiglio e dai principali esponenti della maggioranza, di impedire lo svolgimento del referendum abrogativo contro l’istallazione in Italia di centrali nucleari, già fissato per il 12 e il 13 giugno.
E’ pur vero che tale emendamento prevede l’abrogazione delle norme sottoposte a referendum.
Tuttavia esso esprime, nel suo primo comma, la chiara volontà non già di abbandonare, come propongono i quesiti referendari, bensì di sospendere la “definizione ed attuazione del programma di localizzazione, realizzazione ed esercizio nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia nucleare”, in attesa e “al fine di acquisire ulteriori evidenze scientifiche, mediante il supporto dell’Agenzia per la sicurezza nucleare, sui profili relativi alla sicurezza nucleare”.
Tale volontà è confermata dal comma 8^ dell’emendamento, che prevede che “entro dodici mesi dall’entrata in vigore” della legge sarà adottato un piano energetico nazionale che non esclude affatto, ma implicitamente include l’opzione nucleare, in evidente contrasto con la proposta referendaria.
Fu proprio con riferimento a un simile contrasto che la Corte Costituzionale, con la sentenza n.69 del 1978, decise che, qualora una nuova disciplina legislativa, pur abrogando “le singole disposizioni cui si riferisce il referendum”, non ne modifichi “i principi ispiratori” e “i contenuti normativi essenziali”, allora “il referendum si effettui sulle nuove disposizioni legislative”.
I sottoscritti auspicano perciò che l’Ufficio per il referendum presso la Corte di Cassazione, sulla base dell’accertamento dell’evidente contrasto tra i principi ispiratori dell’emendamento approvato e l’intento dei proponenti del referendum, voglia trasferire il quesito referendario sul primo e sull’ottavo comma di tale emendamento, così consentendo agli elettori di pronunziarsi contro la pervicace volontà del legislatore di non abbandonare il programma nucleare.

I Comitati Dossetti per la Costituzione

 

 

 

RICOMINCIO DA QUATTRO

di Raniero La Valle

Ci sono quattro referendum per cui andare a votare il 12 e 13 giugno.
Due sono per rivendicare la libertà dell’acqua. La libertà dell’acqua consiste nel fatto che essa non sia di proprietà di nessuno; è un dono di Dio, e come tale è celebrata in tutti i modi nella veglia della notte di Pasqua; in ogni caso, anche per coloro che non si fanno emozionare da Dio, essa è una pertinenza della terra, e come tale è un bene comune, il che vuol dire che appartiene di diritto all’intera umanità, e perciò a ciascun uomo e a ciascuna donna, e anzi ad ogni vivente, perché è la condizione della vita.
Di conseguenza non si può privatizzare, cioè dare in proprietà a nessuno, e nessuno se la può vendere, per il semplice fatto che non è una merce.
I due referendum abrogativi tendono ad eliminare, con la vittoria del “sì”, le norme che col pretesto di regolare la distribuzione dell’acqua (che dalle mani pubbliche si intende sia trasferita a mani private) di fatto attribuiscono l’esclusività della gestione dell’acqua alle imprese private, pur senza attribuirne loro la proprietà; e perciò i Continua a leggere

Appello per il referendum sul nucleare

Chi volesse sottoscrivere il presente Appello puo’ utilizzare lo spazio dedicato al commento di questo post.

L’emendamento governativo all’art. 5 della legge di conversione del decreto-legge n.34 del 2011 rivela in maniera palese l’intento del legislatore, del resto apertamente dichiarato dal Presidente del Consiglio e dai principali esponenti della maggioranza, di impedire lo svolgimento del referendum abrogativo contro l’istallazione in Italia di centrali nucleari, già fissato per il 12 e il 13 giugno. Continua a leggere

ASSEMBLEA NAZIONALE/ Proposte e iniziative dei Comitati Dossetti per un rinascimento costituzionale

La Corte di Cassazione confermi il referendum nucleare – Una coalizione multipolare per un esito elettorale proporzionale

L’Assemblea nazionale dei Comitati Dossetti per la Costituzione, tenutasi il 29 aprile a Bologna, sulla scia della lezione dossettiana ha rivolto un appello alla base popolare del Paese perché scuotendosi dallo sgomento e dalla frustrazione dell’attuale fase politica, intraprenda una nuova lotta per un rinascimento costituzionale.

L’Assemblea, su iniziativa del prof. Ferrajoli, ha lanciato una proposta per permettere il regolare svolgimento del referendum contro l’energia nucleare. Di fronte alla finzione governativa di rinunciare al nucleare per impedire il referendum, sia i promotori del referendum sia i cittadini dovrebbero chiedere alla Corte di Cassazione, in attuazione della giurisprudenza costituzionale, di trasferire il quesito referendario su quella parte del decreto governativo che prevede entro 12 mesi il varo di una “Strategia energetica nazionale” che, alla luce del contesto politico e legislativo, chiaramente include l’ipotesi di una opzione nucleare, e dunque va in senso Continua a leggere

ASSEMBLEA NAZIONALE/ Intervento di apertura di Raniero La Valle

Parole di apertura dell’Assemblea dei Comitati Dossetti il 29 aprile 2011 a Bologna

UNITA’ E COSTITUZIONE

 di Raniero La Valle

Questa Assemblea si svolge in una situazione molto diversa da quella in cui eravamo quando l’abbiamo convocata, non foss’altro perché a tutte le ferite si aggiunge ora quella che siamo in guerra, e in un modo che ha fatto precipitare il governo al grado più basso della sua autorevolezza e credibilità sia interna che internazionale. Le rivelazioni fatte l’altra sera in TV da Edward Luttwak, frequentatore abituale della Casa Bianca, secondo cui i grandi capi dell’Occidente, Obama, Cameron, Sarkozy, cercano di parlare il meno possibile con Berlusconi, anche al telefono, perché temono il discredito che ne deriverebbe per loro e il danno politico che ne avrebbero nei confronti dei loro Parlamenti e dei loro elettorati, dovrebbero far scattare l’allarme rosso e provocare il più presto possibile, se c’è ancora carità di patria, l’uscita di scena di Berlusconi e di tutto il suo can can. Perciò perfino se la guerra fosse giusta, il 3 maggio si dovrebbe votare contro in Parlamento perché con un governo così non si può fare.

In ogni caso, l’aggravarsi della situazione rende ancora più necessario e urgente il nostro incontro per progettare le difese di una Costituzione sempre più oltraggiata e minacciata. Continua a leggere

ASSEMBLEA NAZIONALE/ Intervento di Domenico Gallo

“E’ necessaria la sollecita promozione, a tutti i livelli, dalle minime frazioni alle città, di comitati impegnati e organicamente collegati, per una difesa dei valori fondamentali espressi dalla nostra Costituzione: comitati che dovrebbero essere promossi non solo per riconfermare ideali e dottrine, ma anche per un’azione veramente fattiva e inventivamente graduale, che sperimenti tutti i mezzi possibili, non violenti, ma sempre più energici, rispetto allo scopo che l’emergenza attuale pone categoricamente a tutti gli uomini di coscienza”. —— Giuseppe Dossetti ——

 Domenico Gallo

In principio era l’attacco alla giustizia

 Un diritto contro la persona dei deboli – Intervento all’Assemblea dei Comitati Dossetti del 29 aprile 2011 a Bologna

 Questa storia è iniziata diciassette anni fa, quando una anomala formazione politica, un inusitato partito-azienda, ottenne uno straordinario successo alle elezioni del 27/28 marzo 1994 ed un affarista che aveva accumulato una enorme ricchezza divenne Presidente del Consiglio.

Giuseppe Dossetti avvertì immediatamente il pericolo ed il 15 aprile 1994, con la famosa lettera al Sindaco di Bologna Vitali,  lanciò un allarme invocando una mobilitazione popolare capillare per difendere la Costituzione italiana dal pericolo che si profilava all’orizzonte e che minacciava di travolgerla.

Questo allarme  fu raccolto da migliaia di cittadini che si mobilitarono in tutto il paese, ma rimase del tutto inascoltato fra le forze politiche, ivi comprese quelle che, per storia politica e sensibilità istituzionale, dovevano essere più interessate alla difesa della democrazia costituzionale, che invece fecero orecchie da mercante e continuarono a dilaniarsi per la supremazia o per la leadership, incuranti che la barca affondava.    Continua a leggere